La mala

LA MALA
Venerdi 20 Marzo 2020 - Ore 21
Il Politeatro - Viale Lucania, 18, 20139 Milano

ATTENZIONE: SPETTACOLO ANNULLATO secondo disposizioni Ministeriali


Note dell'autore Annalisa Falché

La Mala è la storia di una donna che tenta, rispecchiandosi nello sguardo del pubblico, di comprendere e ricomporre i pezzi della propria umanità. Lo fa attraverso il linguaggio che passa dal dialetto al grammelot per diventare poi un linguaggio più strutturato e "adulto". Rompe la barriera della quarta parete per portare gli spettatori all'interno del suo dramma.

Il sottotitolo ' O Mae', in spezzino "mae" significa “mare”, ma anche “male” e "madre", deriva proprio da questa stessa radice che unisce tre significati con cui la protagonista ha un rapporto profondo: mare, male e madre. Il mare e l'acqua sono l'elemento e il suo luogo di origine. Il male è l’oscurità e il dramma che si porta dentro. La madre è la maternità o nascita di se stessa negata. La protagonista s’interroga, attraverso lo sguardo dello spettatore, sull’eterno paradigma della vita: il rapporto con le proprie scelte, con l’amore, con la morte e con la creatività. Quante volte siamo gli assassini delle nostre speranze e dei nostri desideri? Quante volte soffochiamo i nostri lati oscuri incapaci di accettarli? Paradossalmente ammazzare diventa nello spettacolo un’azione d’amore, un atto creativo. “Chi guarda” si ritrova nell'epicentro di una storia, la propria, di un vortice di violenza e amore trovando l'opportunità di afferrare il movimento e la ciclicità della vita, che nel quotidiano, spesso, ci sfugge. Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. La Mala cerca quella strada, quella vocazione: ognuno di noi, nascendo, ha un’unicità che chiede di essere vissuta, ma che dimentichiamo e uccidiamo pensando di nascere "vuoti" e pronti per essere riempiti di pensieri altrui.

LA MALA - Note di regia di Gaddo Bagnoli
Un percorso artistico estremamente onesto e crudele, quello che ho condiviso con Annalisa. Il senso e la direzione del lavoro nascono dalle esigenze d'indagine su sè stessa e sul senso della sua storia. Lo 'spostamento' metaforico ch'essa opera è sintetizzato nel personaggio principale che raccoglie e ripropone al pubblico quelle che sono le domande fondamentali dell'autrice stessa: la protagonista infatti (la Mala) ci guida nelle sue visioni filosofiche ed esistenziali attraverso i suoi efferati delitti dando loro una motivazione chiara e precisa. La costruzione dello spettacolo rifugge ovviamente ogni riferimento direttamente biografico, anzi se ne allontana in modo netto attraverso una storia grottesca ed atroce, proponendo modalità comunicative sorprendenti perché comiche e drammatiche allo stesso tempo, questo anche per sottolineare una ulteriore distanza dal 'fattore personale' dell'attrice. L'artista che non ha paura mostra la sua intimità (la sua sensibilità più profonda) senza sconti o ammorbidimenti e senza parlare dei 'fatti suoi', tale approccio mi fa sentire questo spettacolo come 'onesto e crudele'. La condivisione artistica è stata uno dei motori di tutto il nostro percorso: dalla scrittura alla composizione, dalla recitazione alla scenografia, dai canti ai costumi ed a tutto il resto. Voglio ringraziare Annalisa per il suo coraggio di donna e di artista e per aver creato con me uno spettacolo in cui follia e profondità, comicità e dramma, amore ed odio si fondono e si confondono, e non hanno un confine chiaro, come avviene per me in ogni opera d'arte sincera ed onesta.

RECENSIONI

"La Mala" ha il sapore di una storia popolare senza tempo, cantata davanti al focolare. Come il mare, ti seduce e ti trascina e infine ti sbatte addosso la piccolezza e la fragilità umana.

Claudia Ciuffreda Attrice e insegnante

"L'arte inizia quando finisce". E' esattamente quello che ci ha donato la Mala che, come le onde del mare, va e torna in moto perpetuo.

Fabio Macchitella Visual Artist e cantante
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